Dedicato a Vincenzo Del Monaco da Losanna.
Do il benvenuto al tuo bambino, di cui ignoro il nome ma essendo una dolce creatura che vi avrà fatto scoppiare il cuore in milleottocentosettantaduepezzi, sarà appellato Meraviglia. Non appena Meraviglia sarà in grado di comprendere le tue parole, dopo avergli detto (con la dovuta nostalgia) di essere un emigrante, un barlettano, una persona molto colta (e che sia la cultura che le colture fanno bene alla vita), raccontagli di quanto meraviglioso sia passare davanti al mare in inverno. Ma non capirà. Sarà abituato agli stereotipi svizzeri: la cioccolata, le mucche, gli orologi, le banche coi soldi italiani e il progresso.
Diglielo, però, e mostraglielo. Fallo.
A Barletta è una bellissima giornata: sono passata da via San Giorgio e il sole aveva pensato bene di rivestire la strada di oro. Sembrava il tunnel della vita eterna ma con la pizzeria, a sinistra, dove fanno gli gnocchi al forno più buoni al mondo. Qui è tutto bello come l'ultima volta in cui sei venuto: gli ambulanti con le cime di rapa agli angoli, i bambini alle giostrine di Piazza Sant'Antonio, la gente che saluta. C'è di brutto però che la crisi è argomento comune e se già il barlettano, fra una pizza al miami beach e una birra al monte, tende a lamentarsi di quella o quell'altra azienda, ora sta abbastanza ai piedi di Cristo. Che è stato ai piedi degli apostoli. Ma non apriamo queste discussioni escatologiche altrimenti ci intrippiamo.
Mentre ti scrivo, nella sequenza casuale, è partita Dedicato di Loredana Bertè e mi è scoppiato il cuore, perchè l'ultima volta l'ho cantata nel villaggio Cote d'Or di Praslin - Seychelles.
Faccio due minuti un viaggio nella nostalgia più struggente e ritorno.
Tornata.
Che meraviglia.
A proposito di Meraviglia, dorme tuo figlio o siete già usciti matti? Sa già cos'è la musica, sa quant'è buono il tuo caffè, gli piacciono le tette della sua mamma?
Intanto nell'aria risuona The drugs don't work dei Verve. Che meraviglia!
Dicevamo di Barletta: siamo in attesa della quinta edizione di Ciao Man. Io darò una mano, facendo quello che meglio so fare: la presentatrice. Un giorno chiederò di cantare. Non sono poi così male! Qualche giorno fa ho sognato di cantare "Dove sta Zazà" vestita come Gabriella Ferri, con la banda ad accompagnarmi sul palco. Sognavo ad occhi aperti e, quando sono tornata al civico di casa mia, avevo un'aria sciatta, la scopa in mano e un cumulo di polvere ai piedi. Ero Cenerentola ad X factor. Però è stato bello ma mai come quando sognai di leggere davanti a Papa Giovanni Paolo II. Soffro spesso di una forma di NarcoleZia che mi estranea dal mondo, per confondermi coi sogni. Grazie a Dio non ho mai bruciato niente in questi momenti di estasi. A proposito, oggi do otto alle mie spigole.
Tornando a Barletta: domenica abbiamo vinto contro la capolista, Gela, ed è stata una figata. Devi sapere che non abbiamo una squadra di persone esperte ma di giovani promesse che, finalmente, giocano a pallone. Come disse un signore della tribuna: si vede il gioco. Nessuna primadonna in squadra, escludendo la qui presente, ma belle persone amate dalla curva. E qui ci aggiungo uno stabbeine. A te non interessa il calcio e quindi questa parte l'ho scritta più per me che per te. Ci aggiungo inoltre che a Francesco Sfrecola e a Simoncelli bisognerebbe fare una statua nei giardini della stazione.
Approfondiremo la questione "Ti racconto la città" in un secondo momento. Ho un pò di cose da risolvere, fra le quali anche un cedimento della vescica. Ti rimando a presto.
Ah, a casa mia beviamo il caffè di Ciro Del monaco. Lo hai mai provato?
PAOLA RUSSO E' SUL SET DI "IO E MARYLIN", L'ULTIMO FILM DI PIERACCIONI E IO NO. NON AGGIUNGO ALTRO. ANZI SI: IAKEDA!
ZIAMARIELLA DECRETA PER LA GIORNATA DI OGGI IL LUTTO PERSONALE.
DOMANI, PAOLETTINA FATINA MIA, SE NON MI RACCONTI TUTTO (com'era il set, come stava lui, quali scene hanno girato, se era presente la Torrisi) VENGO A RIMINI E TI TINGO I CAPELLI DI VERDE.
p.s.: Per chiunque si affacciasse per la prima volta in questa casa, è bene che voi sappia che Leonardo è sempre stato il mio uomo ideale. Avevo otto anni quando l'ho notato a Fantastico. L'ho conosciuto, l'ho incontrato due volte e non è scoppiato l'amore perchè io porto la taglia 45 e a lui piacciono le "stizzicofine". E poi me ne sono fatta una ragione. hihhihihi. Così parlo la volpe che non arrivò mai all'uva. Maremma imbestata ladra.
La mia camera diventerà indaco. Fino a tre ore fa era celeste. "Ma fè u m'ninn" rispondo a chi mi chiede il perchè di questo colore sulle pareti. Tutti sanno che comincerei dal figlio maschio. Tutti sanno che vorrei solo figli maschi, sebbene io abbia una maglia di Madame Rivetto con un'enorme scritta "speriamo che sia femmina" (e sul retro "di uomini ne ho già abbastanza". Molti mi fanno gli auguri per la gravidanza, quando la indosso. Io bestemmio dentro, sorrido e li mando affanculo. La presi solo perchè era di colore "aragosta" e quell'anno andavo al mare tutti i giorni. La mia abbronzatura ne avrebbe giovato.
Non sono incinta, se è questo che vi state chiedendo. Sto solo rimettendo a nuovo casa di mia madre. Ho tolto le foto che avevo contro le pareti: sono i ricordi di quando non avevo ancora una macchina digitale. Da allora ho stampato molto poco e, credetemi, è uno dei motivi della mia costante nostalgia. Io e Isa a Torre guaceto, io e il gruppo della sacra famiglia nel giorno della mia festa di diploma di laurea (ridicolo: in quell'occasione avevo centoquaranta ospiti e nelle foto ci sono solo e sempre gli stessi venti soggetti...Da noi così si usa...siamo invadenti!), Nicolò vestito da cavaliere durante la disfida (gli diedero un vestito color piombo), la mia foto di classe al pranzo dei cento giorni, io, l'amicogianni e gaetano (il secondo aprirà un'agenzia di comunicazione - Percezioni - e l'altro si farà prete), io, Victor, Maria e Dario nella notte dell'Italia campione del mondo (per l'occasione uscii con pentola e cucchiaio di legno), io e Maria smorfiose nelle foto tessera (fatte rigorosamente alla macchina della stazione), io e i miei primissimi giovanissimi (in questa foto ho la maglia di superman ed, è vero, allora potevo mangiare il mondo a morsi e ruttarlo subito dopo), io e i bambini di quinta che poi sarebbero diventati i miei amati giovanissimi, io e Katia con la birra media sulle scale del duomo di Perugia, io e Carmela Daleno che non ha mai recuperato la lettera s, io in bici sotto il torrazzo a Cremona, io e gli animatori nella foto del primo camposcuola a San Giovanni in Fiore (una delle esperienze più belle della mia vita. Ho fatto solo una volta una risonanza magnetica e, quando mi hanno calato nel tunnel, ho ripensato a quei giorni e non ho avuto paura), io e Baffino nella nostro foto più famosa...
C'è anche la foto di quando inserii la parola "banana" nella frase di "il frutto dell'amore è la carità" e poi scappammo prima di essere beccati. Sono stata io ma ero giovane ed autorizzata a fare queste minchiate.
Una vita sul muro. Ho tolto tutto perchè i muri diventino indaco e, quando la pittura sarà asciutta, metterò solo i quadri e le foto più importanti: io e Pieraccioni, le immagini dei tramonti da via Einaudi, il quadro di Millet che mi ha regalato l'uomochemiha, la locandina di Barletta ti amo. Il resto lo custodirò nel mio cuore e nelle scatole. E' tempo di diventare grandi, di nuovi capitoli, di nuovi ricordi, di nuove foto, di una nuova casa. E' stato bello arrivare fin qui, incontrare la gente che mi è stata posta sulla strada, aver amato e pianto, aver viaggiato e brindato. I miei primi trent'anni li ho succhiati come si faceva un tempo col billybilly. Tutto davvero molto bello, ma se mi guardo avanti ho la grandissima curiosità di sapere come andrà a finire. Non vedo l'ora di poterlo vivere. Certamente so di essere in ottima compagnia.
Vi farò sapere.
Amore mio,
anche oggi ti ho pensato: ero sulla sedici bis, ero nella mavin di molfetta, ero nell'ascensore di casa nostra, ero sotto la doccia. Ovunque ho pensato a te. Ovunque proteggi la grazia del mio cuore. Ho trovato una canzone da dedicarti il giorno prima del mio ingresso nei trenta. E' perfetta per quello che stiamo vivendo, è perfetta per quello che vivremo.
Ovunque proteggi
Vinicio Capossela
Non dormo, ho gli occhi aperti per te.
Guardo fuori e guardo intorno.
Com'è gonfia la strada
di polvere e vento nel viale del ritorno...
Quando arrivi, quando verrai per me
guarda l'angolo del cielo
dov'è scritto il tuo nome,
è scritto nel ferro
nel cerchio di un anello...
E ancora mi innamora
e mi fa sospirare così.
Adesso e per quando tornerà l'incanto.
E se mi trovi stanco,
e se mi trovi spento,
sei meglio già venuto
e non ho saputo
tenerlo dentro me.
I vecchi già lo sanno il perché,
e anche gli alberghi tristi,
che il troppo è per poco e non basta ancora
ed è una volta sola.
E ancora proteggi la grazia del mio cuore
adesso e per quando tornerà l'incanto.
L'incanto di te...
di te vicino a me.
Ho sassi nelle scarpe
e polvere sul cuore,
freddo nel sole
e non bastan le parole.
Mi spiace se ho peccato,
mi spiace se ho sbagliato.
Se non ci sono stato,
se non sono tornato.
Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore,
adesso e per quando tornerà il tempo...
Il tempo per partire,
il tempo di restare,
il tempo di lasciare,
il tempo di abbracciare.
In ricchezza e in fortuna,
in pena e in povertà,
nella gioia e nel clamore,
nel lutto e nel dolore,
nel freddo e nel sole,
nel sonno e nell'amore.
Ovunque proteggi la grazia del mio cuore.
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore.
Ovunque proteggi, proteggimi nel male.
Ovunque proteggi la grazie del tuo cuore.
Sarebbe perfetto essere una donna media, preoccuparsi della ricostruzione delle unghie, prendere il tesserino con altre otto donne medie, fare la fila per acquistare il primo giorno dei saldi, prenotare dal parrucchiere alla stessa ora di ogni sabato... Una vita meravigliosa! Invece no: noi siamo femmine speciali: tacchi a spillo e coltello fra i denti. Siamo continuamente in lotta con il tempo che vola, la ritenzione idrica e gli assorbenti con le ali. E meno male che le hanno inventate le ali, così non solo "siamo igienicamente più presentabili (e una delle domande più terrificanti che mi possono fare le mie amiche è: guarda dietro, sto sporca? bleah)" ma possiamo anche partire via, lontano, verso destinazioni da destinarsi.
Avevo un sogno per questa passata Festa della Madonna: volevo andare a sparare al carrozzone. Mi volevo sputtanare cinquanta euro di colpi e pa pa pa vincere due-trecento peluche da dare ai miei nipoti. Ho avuto da fare. Ho lottato con la vita, la calura, l'orticaria. E ho vinto. Perchè sono nata con la camicia e posso tutto, io.
Posso per esempio dire che il manifesto 6X3 dell'estate barlettana non mi piace ed è tecnicamente sbagliato, perchè su un'affissione destinata a stare per strada e che ha un tempo di lettura brevissimo, non si possono scrivere tante nozioni e soprattutto non si può scegliere un font grigio chiaro. Wonder Woman fa sapere che si è frecata gli occhi nella lettura. Consiglio piuttosto poco testo (è buona ed assodata regola di comunicazione), eviterei tutte quelle "wascezze" e opterei per una brochure descrittiva con tutti gli eventi. C'est plus facile.
Purtroppo devo sempre dire la mia. Ve l'ho detto: non sono una donna media, ho una ceretta in sospeso, mi divido fra palco e realtà.
I sei anni a Spaccarotella mi lasciano perplessa. Pochi? Mah. Sei anni di carcere vale la vita di un uomo? Faccio un'altra considerazione: il carcere può essere una condizione del cuore. Il poliziotto, a mio avviso, è morto con Gabbo quel giorno stesso. Egli sarà carcerato anche il giorno dopo i sei anni (forse) spesi in cella.
Mi lasciano perplessa anche la figura di Micheal Jackson, l'organizzazione del Barletta calcio, i carrera taroccati, il termine "festa della Madonna" (visto che è anche la festa di San Ruggiero), il programma dei delicati sulla lavatrice (visto che poi ti consigliano di lavare a mano), la sinistra italiana.
Ci vorrebbe una bella giornata di gavettoni per rinascere a vita nuova, una salus per aquam in palloncinom. Solo così mi passerebbe la perplessità. O con una cassa di birre Peroni: l'antidepressivo della gente del Sud.
Saluti.