essere Zia Mariella non è una condizione. E' uno stile di vita.

Mariella Dibenedetto da Barletta, degna rappresentante biancorossa di una generazione acculturata e scassona.
martedì, 17 novembre 2009

TO V'CI'


Dedicato a Vincenzo Del Monaco da Losanna.

Do il benvenuto al tuo bambino, di cui ignoro il nome ma essendo una dolce creatura che vi avrà fatto scoppiare il cuore in milleottocentosettantaduepezzi, sarà appellato Meraviglia. Non appena Meraviglia sarà in grado di comprendere le tue parole, dopo avergli detto (con la dovuta nostalgia) di essere un emigrante, un barlettano, una persona molto colta (e che sia la cultura che le colture fanno bene alla vita), raccontagli di quanto meraviglioso sia passare davanti al mare in inverno. Ma non capirà. Sarà abituato agli stereotipi svizzeri: la cioccolata, le mucche, gli orologi, le banche coi soldi italiani e il progresso.
Diglielo, però, e mostraglielo. Fallo.
A Barletta è una bellissima giornata: sono passata da via San Giorgio e il sole aveva pensato bene di rivestire la strada di oro. Sembrava il tunnel della vita eterna ma con la pizzeria, a sinistra, dove fanno gli gnocchi al forno più buoni al mondo. Qui è tutto bello come l'ultima volta in cui sei venuto: gli ambulanti con le cime di rapa agli angoli, i bambini alle giostrine di Piazza Sant'Antonio, la gente che saluta. C'è di brutto però che la crisi è argomento comune e se già il barlettano, fra una pizza al miami beach e una birra al monte, tende a lamentarsi di quella o quell'altra azienda, ora sta abbastanza ai piedi di Cristo. Che è stato ai piedi degli apostoli. Ma non apriamo queste discussioni escatologiche altrimenti ci intrippiamo.
Mentre ti scrivo, nella sequenza casuale, è partita Dedicato di Loredana Bertè e mi è scoppiato il cuore, perchè l'ultima volta l'ho cantata nel villaggio Cote d'Or di Praslin - Seychelles.
Faccio due minuti un viaggio nella nostalgia più struggente e ritorno.

Tornata.
Che meraviglia.
A proposito di Meraviglia, dorme tuo figlio o siete già usciti matti? Sa già cos'è la musica, sa quant'è buono il tuo caffè, gli piacciono le tette della sua mamma?

Intanto nell'aria risuona The drugs don't work dei Verve. Che meraviglia!

Dicevamo di Barletta: siamo in attesa della quinta edizione di Ciao Man. Io darò una mano, facendo quello che meglio so fare: la presentatrice. Un giorno chiederò di cantare. Non sono poi così male! Qualche giorno fa ho sognato di cantare "Dove sta Zazà" vestita come Gabriella Ferri, con la banda ad accompagnarmi sul palco. Sognavo ad occhi aperti e, quando sono tornata al civico di casa mia, avevo un'aria sciatta, la scopa in mano e un cumulo di polvere ai piedi. Ero Cenerentola ad X factor. Però è stato bello ma mai come quando sognai di leggere davanti a Papa Giovanni Paolo II. Soffro spesso di una forma di NarcoleZia che mi estranea dal mondo, per confondermi coi sogni. Grazie a Dio non ho mai bruciato niente in questi momenti di estasi. A proposito, oggi do otto alle mie spigole.

Tornando a Barletta: domenica abbiamo vinto contro la capolista, Gela, ed è stata una figata. Devi sapere che non abbiamo una squadra di persone esperte ma di giovani promesse che, finalmente, giocano a pallone. Come disse un signore della tribuna: si vede il gioco. Nessuna primadonna in squadra, escludendo la qui presente, ma belle persone amate dalla curva. E qui ci aggiungo uno stabbeine. A te non interessa il calcio e quindi questa parte l'ho scritta più per me che per te. Ci aggiungo inoltre che a Francesco Sfrecola e a Simoncelli bisognerebbe fare una statua nei giardini della stazione.

Approfondiremo la questione "Ti racconto la città" in un secondo momento. Ho un pò di cose da risolvere, fra le quali anche un cedimento della vescica. Ti rimando a presto.

Ah, a casa mia beviamo il caffè di Ciro Del monaco. Lo hai mai provato?




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lunedì, 09 novembre 2009

chiavica

Sono sbagliata, lo so, o forse no. Quando mi piace una canzone l'ascolto tre, quattro volte di seguito. Audioricordi di Meg mi ha conquistata. Così bella da farmi sentire freddo addosso.
Buongiorno e bentrovati dalla cuoca emergente più in gamba di Barletta centro-casermette.
I miei amici di facebook sanno già che Ciao Man si farà e sono molto contenta di questo. Un pò meno del pareggio dell'Inter con quei ballerini di tagadance della Roma. Un pò di più per il successo del Barletta. Un pò meno per chi muore lavorando. Un pò di più per questo sole. Un pò meno per questo freddo. Ma sarà colpa della canzone e si chiude, con quest'affermazione, il circolo virtuoso delle mie idee.
Mi ha fatto sorridere questa mattina una mail di Nicola Cascella, campione di atletica barlettano. Recitava: ti sembra normale che ero mensionato come testimonial all'evento Novello al Castello e poi nessuno mi ha invitato o informato?
Come si dice: nel bene o nel male purchè se ne parli. Anch'io sono stata la madrina del Festival del Cinema di Venezia ma mica lo sapevo! Me ne sono fatta una ragione, quando Bonolis mi comunicò che avrei presentato il Festival di Sanremo con lui...ma da casa mia. Sai che figata! Non ti stressi ad andare fino là, non prendi le critiche di Aldo Grassi, non incroci Arisa e quindi non ti spaventi...
Come dice il saggio (mio padre): Pinz a stè bun!
Non posso aggiungere altro perchè non ho argomentazioni che piacciano al pubblicodimò: non sono trans (anche se sarei stata volentieri un maschio), non ho cambiato sesso (anche l'avrei fatto volentieri pur di non farmi più la ceretta), non offendo Maometto, mi piacciono un casino i crocifissi nelle aule, Dio mi è molto a cuore, non uso cocaina come i parlamentari che ne fanno uso e che col cacchio faranno il test, non ho un buon lato b e non litigo in tv. Insomma sono una chiavica, per il pubblicodimò che guarda la tv, ma almeno cammino a testa alta, con i miei splendidi stivali da amazzone.

Vi saluto

Ah, la canzone www.youtube.com/watch
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lunedì, 26 ottobre 2009

oh my god

Ancora con 'sto Grande Fratello! Che, per carità, ci consegna una delle trasmissioni più divertenti del mondo (mai dire tv con i gialappi) ma la Marcuzzi dovrebbe già baciare la statua di San Pietro settanta volte sette per il zito che ha (quel gran figo del Sermonti) e ringraziare per il fatto che va in bagno quattro volte al giorno grazie al bifidus essensis! E invece te la ritrovi sul libro paga del biscione a presentare uno dei format che più ha rotto le scatole nella bruttissima tv italiana.
Ancora con la D'Urso che ora "se la crede" come nessuno perchè pensa di essere diventata la Regina dei talk show quando le basterebbe comprare sky e scoprire che David Letterman le potrebbe - potenzialmente - urinare addosso per bravura e ironia.
Ancora con gli applausi alle frasi del tipo "questo è quello che penso ed io sono sincero" (e scatta l'applauso) oppure "la famiglia è fatta da una mamma e da un papà" (e scatta l'applauso) e ancora "siete tutti miei ospiti. Tu hai parlato, lascia che gli altri si esprimano" (e scatta l'applauso). Che io al lancia-applausi di Pomeriggio 5 gli fratturerei i polsi tanto che ha rotto!
Ancora questi articoli cretini su Laura, la barbie del GF9, e sul suo calendario. Ragazzi, è un gran puttanone e quindi?
Ancora con la comunicazione sbagliata, brutta e forse anche un pò cattiva del comune di Barletta (l'argomento, questa volta, è la raccolta differenziata. E ora mi spiego: il claim  recita la frase "...alla fine, non ti costa nulla", che già di per sè ha l'orrore di avere i tre puntini di sospensione in apertura. Ora, sarebbe stato più efficace mettere la frase retorica "Fà la raccolta differenziata: che ti costa?" che non offrire la risposta. Questo è quello che penso ed io sono sincera (e qui il pubblico di nullafacenti di pomeriggio 5 mi farebbe l'applauso, ma anche quelli dell'associazione nazionale tecnici pubblicitari).
Ancora i test di fb, i biscotti della fortuna, i calci della sfortuna, i gruppi cretini (quelli che dopo il rutto ridono) Comincio a stancarmi.
Ancora i ladri, gli ignoranti, gli scandali politici, la pigrizia intellettuale, i down (e le risate...di tenerezza) a C'è posta per te, gli ospiti cretini in tv, le canzoni sceme in radio, la politica inefficente, le pistole in classe, le mazzate ai gay....

Che palle, signori. C'è bisogno di novità. O del nulla assoluto.
Quasi quasi mi faccio uno shampoo (G. Gaber)


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giovedì, 15 ottobre 2009

THANK YOU FOR BUSINESS


SINOSSI

Due donne, due free lance: un art director con velleità artistiche, una copywriter con velleità casalinghe, trascorrono del prezioso tempo insieme, avendo come obiettivo primario la comunicazione e come fine il business.

Ivan Graziani,
Michael Jackson,
Lizt,
e poi questa
www.youtube.com/watch.
Quindi un breve discorso sulla precarietà dell'Amore,
sulla forza del sangue, sull'importanza dell'amicizia,
una decina di telefonate per lavoro,
un brief,
Lilli che scodinzola felice,
due cernie da fare al forno,
skype che brilla
e le 13.31.

La Zia Mariella corporation Vi ha presentato "Officine creative - Part I" di e con Raffaella Distaso. 
grafx.it/portfolio.html


postato da ziamariella alle ore 12:37 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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lunedì, 12 ottobre 2009

A VOLTE RITORNANO

C'era una volta una single. Che è morta. No: si  è trasformata in una casalinga di livello medio-alto, nella regina delle lavatrici. Sta per arrivare il freddo e la temperatura si abbasserà di dieci gradi? Me ne frego: io aziono i miei bellissimi trenta gradi e vado.
Un tempo ero io a fare i programmi: in radio, in tv, sulle agende. Oggi li uso. Per qualsiasi informazioni su detersivi, macchie e numero di giri, chiedete a zia mariella. I vostri capi non saranno più stronzi ma brillanti.
Mi sono sposata ma tanto già lo sapete. Vorrei raccontarvi di quanto sia bella la mia casa, tranquilla la mia nuova vita, moderna la Germania, sporca Parigi, romantica Praslin ma mi limiterò a confessarmi che non ho alcun bisogno di scrivere lettere frustanti e malinconiche al direttore di Chi. In tre parole: sono ancora felice.
Vi parlerò piuttosto di un'altra cosa: ha un suo fascino connettersi dal bagno di Officine Creative (www.grafx.it); non ricordavo quanto appagante fosse una rete wifi.
Mentre subivo, scegliendolo, il mio cambiamento da ragazza a donna, da Arisa a Lorella Cuccarini (pur avendo una Berloni), da pr alla più grande esperta di offerte, ho affacciato la faccia fuori dalla finestra, oltre le barricate e ho visto tre cose: Barletta si è fermata, l'Italia è indietro e Peppino Centrostrada ci ha lasciati.
E' morto come Gigi Sabani: all'ombra di Luciano Pavarotti. E' deceduto in un giorno in cui uno più conosciuto di lui tornava al Padre. Praticamente non se n'è accorto nessuno.
Ha preso i suoi occhi umidi di cane e li ha presentati all'ingresso del privè che Cristo ha riservato agli Ultimi. E credo, spero, sia felice, nonostante l'assenza di birre. Lassù si nutrono solo di latte, miele e manna.
C'ha fè Peppino?! Dì sein e cammein. Translation per gli amici di Boario Terme: Peppino, sii educato e annuisci qualsiasi cosa ti diano.
Non potrò aggiornare il blog spesso: non ho ancora una rete internet domestica. Poco male. Camminerò, lavorerò, qualche cosa farò, sì, qualche cosa farò, qualche cosa di sicuro io faròòòòòò....Stireròòòòòòòòò.
(cit. Lucio Battisti)
Che poi stirare vedendo il canale History di Sky è proprio il massimo.
Me ne vado dicendoVi che ieri la nostra squadra ha vinto due a zero (il secondo goal è stato bellissimo...Bravo Simoncelli) sull'Isola Liri, che di fatto è un paese collinare. Sob!
Vi lascio al veloce incedere delle vostre vite.
E soprattutto forza Barletta.

P:S.: Grazie per gli auguri, per i regali, per il vostro affetto e un saluto particolare a quel pazzoide di  Papagnol che mi ha, addirittura, regalato il dominio www.ziamariella.com che - come dicono i milanesi fessi - vi reidirecta - su questo blog. Lo so: mi circonda un mondo veramente creativo. P'rcì c nan sa pezz, nej vuleim (cit. Piripicchio)
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giovedì, 06 agosto 2009

STORIE

"A un passo dal possibile", senza un soldo che possa anche sollecitare una qualche voglia di shopping, avvolta da un nube di calore che sembra che Dio stia usando il phon e il diavolo la vaporella, sono qui fra voi.
Ne ho sentite di storie in questi giorni, tutte molto belle e toccanti. Come nelle barzellette, quelle in cui c'è un inglese, un francese, un italiano, in questo post ci sono una sposa, una rumena, un idraulico e un ragazzino.
La rumena è una principessa moderna. E' laureata e nessuno lo sa, è una brava ragazza e nessuno lo sa, vorrebbe vivere una vita come quella di tutte le ragazze di Barletta (con amicizie, passeggiate, mestruazioni e principi azzurri senza alettoni ai piedi) e nessuno lo sa. Lavora come collaboratrice domestica (è molto molto brava) perchè deve badare a sè stessa e alla sua famiglia. E io lo so, perchè l'ho ascoltata e l'ho trovata perbene, saggia, pronta. A cosa? A un sogno, come tutte le ragazze barlettane. Pronta ad essere portata via con o senza scarpe di cristallo: da un amore, da una compagnia di amici, da una soddisfazione professionale. Mentre chiacchieravo con lei, io seduta come una bambina sul bordo del letto di mia madre, e lei - nella sua grandezza - ho sperato che in quel momento suonasse a casa mia un uomo gentile, le sfilasse la "ballerina" dalle mani e la portasse nel resort più bello. Ho sognato che la massaggiassero. Ho desiderato lavarle i piedi, come fece Cristo, perchè per me è un esempio di forza e umiltà. Dice che i barlettani bevono, fumano, si drogano e bestemmiano molto; che diamo una pessima educazione ai nostri figli ("con questi passeggini fino alle tre di notte"); che non ci va granchè di lavorare ("mentre noi rumeni ci rimbocchiamo le maniche e facciamo tutto"). Ha avuto ragione, la mia principessa moderna. Cenerentola non è più bionda e coperta di cenere: oggi è un'immigrata e merita una vita bellissima, più delle ragazze barlettane.
L'idraulico, invece, è il saggio della montagna che ho incontrato per caso per strada. Mi parlava di sè forsennatamente: come capofamiglia, come marito, come padre. Non è giovane, non è vecchio ma è - i barlettani comprenderanno - "saputo&patuto", due aggettivi che fanno di una persona, un mix di comprensione e rivalsa. "Noi uomini crediamo che le mogli siano come la madre. Non ti abbattere subito: capirà che sei al suo livello e collaborerà" e ancora "Quando mi incazzo con mia moglie, poi quella viene a farmi due mosse e mi sa prendere" e infine "Quando ti metti con qualcuna, sai che ti piace ma non sai se è il vero amore...o almeno non lo capisci subito. Quando il medico venne da me e mi comunicò che forse non avrei visto più nè mia moglie nè la figlia che stava mettendo al mondo, io lo capii. In quel momento."
Ovviamente ha detto molto poco in italiano e l'ho trovato meraviglioso perchè davanti a me avevo un uomo che diventerà un meraviglioso nonno e che, se ne ha, è certamente un ottimo fratello.
L'amore secondo Tommaso.
Il ragazzo era un bullo, prendeva a botte tutti e da tutti si faceva temere. Il suo passo era preceduto dalla nominata di "stronzo" che gli avevano dato i compagni. In realtà nessuno sapeva che si trattava di un riproduzione fisica di Hulk, col cuore di panna al posto del cuore. Poi l'illuminazione sulla via di Damasco, che poi è il corridoio di una scuola: gli occhi suoi negli occhi di un professore, la sua voce nelle orecchie del professore, il suo cuore di panna nelle mani forti del professore. E tac: amore. Grande amore. Di colpo si è guardato nel vetro della finestra e si è rotto la testa fino a far uscire tutta la materia grigia. Perchè chi andava scosso o picchiato era lui, che ancora oggi si picchia perchè deve dimenticare cose sue di cui non parlo in questo post, e in lui ha trovato il mezzo per arrivare al fine del rispetto vero. Da parte di tutta la scuola. Oggi è bravo a scuola, è una "mente". E' Hulk col cuore di panna, una curiosità disperata e una memoria di ferro. Dio l'ha amato molto ed io l'ho visto coi miei occhi.
E poi c'è la sposa che non riesce a dormire, divisa fra cose fredde come il budget, l'F24, i crediti che tardano ad arrivare  e cose calde come la passione, il tepore domestico, il fiato del suo uomo, la resurrezione.
La sposa sono io e alla fine di questa barzelletta che è la vita, sono quella che dice la battuta che fa ridere.
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giovedì, 23 luglio 2009

VENERDI' SANTO

PAOLA RUSSO E' SUL SET DI "IO E MARYLIN", L'ULTIMO FILM DI PIERACCIONI E IO NO. NON AGGIUNGO ALTRO. ANZI SI: IAKEDA!

ZIAMARIELLA DECRETA PER LA GIORNATA DI OGGI IL LUTTO PERSONALE.

DOMANI, PAOLETTINA FATINA MIA, SE NON MI RACCONTI TUTTO (com'era il set, come stava lui, quali scene hanno girato, se era presente la Torrisi) VENGO A RIMINI E TI TINGO I CAPELLI DI VERDE.

p.s.: Per chiunque si affacciasse per la prima volta in questa casa, è bene che voi sappia che Leonardo è sempre stato il mio uomo ideale. Avevo otto anni quando l'ho notato a Fantastico. L'ho conosciuto, l'ho incontrato due volte e non è scoppiato l'amore perchè io porto la taglia 45 e a lui piacciono le "stizzicofine". E poi me ne sono fatta una ragione. hihhihihi. Così parlo la volpe che non arrivò mai all'uva. Maremma imbestata ladra.

 

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martedì, 21 luglio 2009

DIARY

La mia camera diventerà indaco. Fino a tre ore fa era celeste. "Ma fè u m'ninn" rispondo a chi mi chiede il perchè di questo colore sulle pareti. Tutti sanno che comincerei dal figlio maschio. Tutti sanno che vorrei solo figli maschi, sebbene io abbia una maglia di Madame Rivetto con un'enorme scritta "speriamo che sia femmina" (e sul retro "di uomini ne ho già abbastanza". Molti mi fanno gli auguri per la gravidanza, quando la indosso. Io bestemmio dentro, sorrido e li mando affanculo. La presi solo perchè era di colore "aragosta" e quell'anno andavo al mare tutti i giorni. La mia abbronzatura ne avrebbe giovato.

 Non sono incinta, se è questo che vi state chiedendo. Sto solo rimettendo a nuovo casa di mia madre. Ho tolto le foto che avevo contro le pareti: sono i ricordi di quando non avevo ancora una macchina digitale. Da allora ho stampato molto poco e, credetemi, è uno dei motivi della mia costante nostalgia. Io e Isa a Torre guaceto, io e il gruppo della sacra famiglia nel giorno della mia festa di diploma di laurea (ridicolo: in quell'occasione avevo centoquaranta ospiti e nelle foto ci sono solo e sempre gli stessi venti soggetti...Da noi così si usa...siamo invadenti!), Nicolò vestito da cavaliere durante la disfida (gli diedero un vestito color piombo), la mia foto di classe al pranzo dei cento giorni, io, l'amicogianni e gaetano (il secondo aprirà un'agenzia di comunicazione - Percezioni - e l'altro si farà prete), io, Victor, Maria e Dario nella notte dell'Italia campione del mondo (per l'occasione uscii con pentola e cucchiaio di legno), io e Maria smorfiose nelle foto tessera (fatte rigorosamente alla macchina della stazione), io e i miei primissimi giovanissimi (in questa foto ho la maglia di superman ed, è vero, allora potevo mangiare il mondo a morsi e ruttarlo subito dopo), io e i bambini di quinta che poi sarebbero diventati i miei amati giovanissimi, io e Katia con la birra media sulle scale del duomo di Perugia, io e Carmela Daleno che non ha mai recuperato la lettera s, io in bici sotto il torrazzo a Cremona, io e gli animatori nella foto del primo camposcuola a San Giovanni in Fiore (una delle esperienze più belle della mia vita. Ho fatto solo una volta una risonanza magnetica e, quando mi hanno calato nel tunnel, ho ripensato a quei giorni e non ho avuto paura), io e Baffino nella nostro foto più famosa...

C'è anche la foto di quando inserii la parola "banana" nella frase di "il frutto dell'amore è la carità" e poi scappammo prima di essere beccati. Sono stata io ma ero giovane ed autorizzata a fare queste minchiate.

Una vita sul muro. Ho tolto tutto perchè i muri diventino indaco e, quando la pittura sarà asciutta, metterò solo i quadri e le foto più importanti: io e Pieraccioni, le immagini dei tramonti da via Einaudi, il quadro di Millet che mi ha regalato l'uomochemiha, la locandina di Barletta ti amo. Il resto lo custodirò nel mio cuore e nelle scatole. E' tempo di diventare grandi, di nuovi capitoli, di nuovi ricordi, di nuove foto, di una nuova casa. E' stato bello arrivare fin qui, incontrare la gente che mi è stata posta sulla strada, aver amato e pianto, aver viaggiato e brindato. I miei primi trent'anni li ho succhiati come si faceva un tempo col billybilly. Tutto davvero molto bello, ma se mi guardo avanti ho la grandissima curiosità di sapere come andrà a finire. Non vedo l'ora di poterlo vivere. Certamente so di essere in ottima compagnia.

Vi farò sapere.

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venerdì, 17 luglio 2009

proteggimi

Amore mio,

anche oggi ti ho pensato: ero sulla sedici bis, ero nella mavin di molfetta, ero nell'ascensore di casa nostra, ero sotto la doccia. Ovunque ho pensato a te. Ovunque proteggi la grazia del mio cuore. Ho trovato una canzone da dedicarti il giorno prima del mio ingresso nei trenta. E' perfetta per quello che stiamo vivendo, è perfetta per quello che vivremo.

Ovunque proteggi

Vinicio Capossela

Non dormo, ho gli occhi aperti per te.
Guardo fuori e guardo intorno.
Com'è gonfia la strada
di polvere e vento nel viale del ritorno...

Quando arrivi, quando verrai per me
guarda l'angolo del cielo
dov'è scritto il tuo nome,
è scritto nel ferro
nel cerchio di un anello...

E ancora mi innamora
e mi fa sospirare così.
Adesso e per quando tornerà l'incanto.

E se mi trovi stanco,
e se mi trovi spento,
sei meglio già venuto
e non ho saputo
tenerlo dentro me.

I vecchi già lo sanno il perché,
e anche gli alberghi tristi,
che il troppo è per poco e non basta ancora
ed è una volta sola.

E ancora proteggi la grazia del mio cuore
adesso e per quando tornerà l'incanto.
L'incanto di te...
di te vicino a me.

Ho sassi nelle scarpe
e polvere sul cuore,
freddo nel sole
e non bastan le parole.

Mi spiace se ho peccato,
mi spiace se ho sbagliato.
Se non ci sono stato,
se non sono tornato.

Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore,
adesso e per quando tornerà il tempo...
Il tempo per partire,
il tempo di restare,
il tempo di lasciare,
il tempo di abbracciare.

In ricchezza e in fortuna,
in pena e in povertà,
nella gioia e nel clamore,
nel lutto e nel dolore,
nel freddo e nel sole,
nel sonno e nell'amore.

Ovunque proteggi la grazia del mio cuore.
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore.

Ovunque proteggi, proteggimi nel male.
Ovunque proteggi la grazie del tuo cuore.

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mercoledì, 15 luglio 2009

PERPLESSITA'

Sarebbe perfetto essere una donna media, preoccuparsi della ricostruzione delle unghie, prendere il tesserino con altre otto donne medie, fare la fila per acquistare il primo giorno dei saldi, prenotare dal parrucchiere alla stessa ora di ogni sabato... Una vita meravigliosa! Invece no: noi siamo femmine speciali: tacchi a spillo e coltello fra i denti. Siamo continuamente in lotta con il tempo che vola, la ritenzione idrica e gli assorbenti con le ali. E meno male che le hanno inventate le ali, così non solo "siamo igienicamente più presentabili (e una delle domande più terrificanti che mi possono fare le mie amiche è: guarda dietro, sto sporca? bleah)" ma possiamo anche partire via, lontano, verso destinazioni da destinarsi.

Avevo un sogno per questa passata Festa della Madonna: volevo andare a sparare al carrozzone. Mi volevo sputtanare cinquanta euro di colpi e pa pa pa vincere due-trecento peluche da dare ai miei nipoti. Ho avuto da fare. Ho lottato con la vita, la calura, l'orticaria. E ho vinto. Perchè sono nata con la camicia e posso tutto, io.

Posso per esempio dire che il manifesto 6X3 dell'estate barlettana non mi piace ed è tecnicamente sbagliato, perchè su un'affissione destinata a stare per strada e che ha un tempo di lettura brevissimo, non si possono scrivere tante nozioni e soprattutto non si può scegliere un font grigio chiaro. Wonder Woman fa sapere che si è frecata gli occhi nella lettura. Consiglio piuttosto poco testo (è buona ed assodata regola di comunicazione), eviterei tutte quelle "wascezze" e opterei per una brochure descrittiva con tutti gli eventi. C'est plus facile.

Purtroppo devo sempre dire la mia. Ve l'ho detto: non sono una donna media, ho una ceretta in sospeso, mi divido fra palco e realtà.

I sei anni a Spaccarotella mi lasciano perplessa. Pochi? Mah. Sei anni di carcere vale la vita di un uomo? Faccio un'altra considerazione: il carcere può essere una condizione del cuore. Il poliziotto, a mio avviso, è morto con Gabbo quel giorno stesso. Egli sarà carcerato anche il giorno dopo i sei anni (forse) spesi in cella.

Mi lasciano perplessa anche la figura di Micheal Jackson, l'organizzazione del Barletta calcio, i carrera taroccati, il termine "festa della Madonna" (visto che è anche la festa di San Ruggiero), il programma dei delicati sulla lavatrice (visto che poi ti consigliano di lavare a mano), la sinistra italiana.

Ci vorrebbe una bella giornata di gavettoni per rinascere a vita nuova, una salus per aquam in palloncinom.  Solo così mi passerebbe la perplessità. O con una cassa di birre Peroni: l'antidepressivo della gente del Sud.

Saluti.

postato da ziamariella alle ore 16:54 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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Utente: ziamariella
Nome: Mariella Dibenedetto
Zia, copywriter, autrice, speaker. Un due parole: una persona fortunata che tifa Barletta calcio e ama molto.


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